Buona parte delle famiglie di cui si interessa la nostra Fondazione vive in quartieri ed abitazioni in condizioni precarie.
Basandoci sull’affermazione che le cause dell’emarginazione urbana sono essenzialmente di carattere economico, sebbene su di essa si innestino ogni giorno nuove variabili che contribuiscono alla sua diffusione nella società, ci siamo trovati impegnati a portare avanti un progetto di edificazione per cercare di trovare una soluzione a questo problema.
L’alloggio precario è espressione, più di qualsiasi altro elemento della vita quotidiana, propio per la sua caratteristica di bene primario, delle diverse situazioni di emarginazione alle quali sottostanno i settori poveri della popolazione.
Il progetto cerca di sviluppare un modello di alloggio che soddisfi determinati prerequisiti per quanto riguarda le procedure di costruzione, flessibilità, efficienza, economia ed ottimizzazione delle risorse.
La condizione di flessibilità del modello, che costituisce un elemento fondamentale del processo, consiste nel fatto che la maggior parte dei materiali impiegati e la struttura dell’alloggio possono soddisfare le varianti imposte dalle caratteristiche di ciascuna famiglia, dalla sua condizione economica e dall’esistenza o meno di costruzioni precedenti.
La partecipazione della Fondazione a questo progetto implica il nostro impegno a collaborare nella costruzione di un modello basico di monolocale, provvedendo ai materiali che si otterranno da donazioni e dall’acquisto sul mercato, finanziato con quote accessibili e stipulate d’accordo con gli stessi utenti.
Il criterio da seguire per gli ampliamenti posteriori viene programmato a partire dal tetto che è stato raggiunto durante la prima fase, con un minimo di abitabilità. Le caratteristiche di questo primo locale rendono possibile un eventuale ampliamento senza problemi di costruzione, a seconda delle esigenze famigliari e delle risorse economiche. Bisogna precisare che delle quattro pareti del locale iniziale, se ne distinguono una o due del tipo denominato "di collegamento": dispongono di un architrave per un vano destinato a diventare un corridoio che porta verso altre stanze aggiunte in un secondo tempo.
Il progetto del monolocale iniziale comprende un bagno e un angolo cottura con una tramezza unica in mattoni forati che può essere usata in due modi cercando così di risparmiare sulle risorse. La muratura di pietra esterna usa come elemento per la costruzione il blocco di cemento, materiale a basso costo e che può venire elaborato da coloro che partecipano attivamente al progetto. A questo scopo la Fondazione si è riproposta di acquistare una macchina per fabbricare mattoni, da 250 a 300 al giorno, utilizzando due operai non specializzati come mano d’opera. Se supponiamo che servano circa 1200 mattoni per la costruzione in progetto, vuol dire che in quattro o cinque giorni di lavoro si possono produrre i mattoni necessari per costruire un’alloggio.
Costruirsi il proprio alloggio, a parte il fatto di essere una cosa di per sé valida, rappresenta anche un tentativo di motivare l’autostima, poiché la conclusione di ciascuna tappa significa una conquista e la soddisfazione per l’impegno portato a termine.

 

 

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